Gli aspetti psicologici che intervengono nella scelta di un intervento di chirurgia estetica
Il ricorso sempre più frequente della chirurgia estetica è legato alla costante ricerca di perfezione, dell’armonia tra corpo e mente che un piccolo intervento può tamponare, ma quali aspetti più profondi entrano in gioco?
Sempre più frequentemente assistiamo al ricorso alla chirurgia estetica, non solo da parte delle persone dello spettacolo ma anche da individui normali che semplicemente desiderano apparire più belli. Le ragioni che spingono a sottoporsi ad un intervento chirurgico sono sicuramente molteplici, non è possibile identificare un elemento cardine nell’indirizzare questa decisione, senza dubbio gioca un ruolo di tutto rispetto una motivazione dettata esclusivamente da esigenze fisiologiche, accanto all’esigenza di tipo puramente estetico. Gli aspetti psicologici della chirurgia plastica-estetica giocano un ruolo di primissimo piano e di grande importanza, perché a scatenare una richiesta così particolare e decisiva entrano in gioco complessi meccanismi sia consci che inconsci, legati strettamente alla proiezione che ciascuno effettua sulla propria immagine corporea.
Avviene di sovente che al cambiamento dell’aspetto esteriore può corrispondere una rielaborazione della propria immagine, così come l’individuo la vive dall’interno, e questa rielaborazione può avere una propria ricaduta sugli aspetti inerenti le relazioni interpersonali e sociali.
Sono molte le persone che desiderano essere più belle sia perché l’immagine è il mezzo di comunicazione più rapido e diretto tra le persone sia in quanto la bellezza, in una società come la nostra, si accomuna spesso al successo. Non si può negare che tra corpo e mente ci sia un collegamento e che dall’equilibrio di questo dipenda anche la nostra felicità, il fatto che ci sia un rapporto così stretto ci impone di ricercare il loro equilibrio ogni volta che viene a mancare. La disarmonia tra la forma idealizzata del corpo e quella reale, finisce con il determinare gravi problemi psicologici e rende difficile la vita di relazione.
Prima di giungere alla scelta di modificare una parte del proprio corpo, l’individuo elabora tutta una serie di alternative possibili per modellare, attraverso
modalità meno invasive e drastiche, la parte non coerente con le proprie aspettative; ma quando si oltrepassa un certo livello, quando anche gli accorgimenti non accontentano più le proprie esigenze, si giunge alla decisione di intervenire chirurgicamente. Il giovamento che la paziente può trarre dall’intervento di chirurgia estetica spesso non si ferma al mero aspetto fisico, per quanto molto importante, ma si espande anche all’aspetto psicologico, donando maggior sicurezza in se stessi e nei confronti del mondo esterno e nei rapporti con gli altri, agire più profondamente sulla percezione dell’Io corporeo e trasmettere all’esterno questa nuova elaborazione sotto forma di maggiore autostima e di maggiore disponibilità ad interagire con il mondo circostante. 
È tuttavia vero che un modellamento estetico non può risolvere profondi problemi della personalità, ecco perché sarebbe sempre utile intervenire prima della decisione e chiedersi quale è la motivazione che spinge ad una richiesta così impegnativa, dal momento che nemmeno un intervento chirurgico è in grado di ridare la serenità a chi l’ha persa o ancor meno a chi non l’ha mai provata.
Liliana Tizzano






